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M. AlboniA partire dal primo immediato dopoguerra un ingiusto quanto inspiegabile silenzio è caduto sul nome di Marietta Alboni, uno dei più grandi contralti di tutti i tempi, un nome che ha onorato e dà lustro tuttora alla Romagna e a Cesena. Era nata nel 1826 a Città di Castello (PG), che la ricorda con una corale a lei intitolata, da genitori romagnoli là trasferitisi, ma nei primi anni 30 ritornati nella terra di origine e sistemati definitivamente a Cesena. La numerosa famiglia abitava nella prima casa di via Porta Cervese, in angolo con le Mura di Ponente. Sono quelli gli anni determinanti per la formazione di Marietta Cantante e lei ne parlerà con piacere e nostalgia nella sua biografia in lingua francese. Dolci ricordi! Quando era apprendista sarta così scriveva: "Alla fine della giornata noi prendevamo il volo come un gruppo di perniciotti. Le mie piccole compagne, animate dal piacere dei miei successi, imparavano i cori dei miei assoli e, dopo cena, andavamo sulle mura con i nostri genitori e cantavamo con gioia a cuore aperto." E poi ancora decenne: "Mi ricordo che in un Natale siamo state inviate una mia amica ed io a cantare nel Santuario della Madonna del Monte. Dopo la cerimonia un monaco venne a parlare con noi per sapere chi avesse cantato nella parte di contralto. Restò sbalordito quando mi presentarono a lui ed emozionato per il timbro della mia voce e mi disse: - Piccola mia, Dio ha voluto dotarvi in maniera straordinaria e può darsi che sarete chiamata ad un alto destino. Non assumete né vanità né orgoglio per ciò che Dio vi ha dato." 
Aiutata in modo determinante dai suoi concittadini, proseguirà gli studi musicali a Bologna con Gioacchino Rossini, del quale sarà l'allieva prediletta e, a soli 16 anni, il 3 ottobre del 1842, cantò per la prima volta in teatro, al Comunale di Bologna, nei panni di Climene nella Saffo di Pacini. Debuttò alla Scala nella stagione 1842-43 con "Assedio di Corinto" di G. Rossini. Poi i trionfi a Parigi, in tutta Europa e nel mondo, gloria e ricchezze...ma non assunse mai né vanità né orgoglio per ciò che Dio le aveva dato. Dal 1847 si stabilì definitivamente a Parigi dove cesserà di vivere nel 1894. Il grande musicista Camillo di Saint-Saëns ebbe a dire di lei nel 1911:  " - Cesena ha più dolci ricordi: in lei è cresciuta, è stata allevata Marietta Alboni, è là che essa prese le prime nozioni di un'arte della quale doveva essere una delle glorie."
L'Alboni va considerata come una delle maggiori cantanti della storia, e, con la Pisaroni, come il maggior contralto rossiniano del secolo scorso. Voce straordinaria per timbro, sonorità ed estensione, vantò una tecnica di fonazione altrettanto eccezionale. Rossini, secondo quanto ella stessa ebbe ad affermare, le ispirò fin dall'inizio l'amore per il canto esente da ogni forzatura e angolosità. Come i vari recensori rilevarono, cantava con la stessa facilità e disinvoltura con cui si parla, sia che spiegasse la voce nel fraseggio largo e vibrante, sia che affrontasse lo stile di agilità. La purezza del timbro invogliò i critici del tempo a descrizioni suggestive. In sostanza l'Alboni fu un raro esempio di voce sonorissima e dolcissima insieme e la sua gamma partiva dal "fa" sotto il rigo per giungere all'acutissimo "do" del soprano.  Il repertorio rossiniano fu quello che la mise maggiormente in luce e in quest'ambito Semiramide (Arsace) e Cenerentola furono le sue opere predilette anche perché, graziosa di viso ma di "taglia forte" ("Un elefante che ha ingoiato un usignolo", la definì una spiritosa signora francese), le mancava, per Rosina e per Isabella  dell'Italiana In Algeri, la figura scenica. Come donna fu molto stimata: Berlioz la lodò caldamente per la serietà professionale; Rossini la predilesse, altri misero in rilievo il suo carattere mite, disinteressato e generoso. Marietta Alboni è ricordata a Parigi da circa un secolo con una piazza ed una strada di un quartiere borghese ed agiato e dal dicembre 1999 Cesena la ricorda dedicandole il suo Coro Lirico e il 23 giugno del 2003, in occasione dell'anniversario della sua morte, le dedica una piazza, Piazzetta Alboni,  in pieno centro, a ridosso della casa dove abitò fanciulla.
Marietta Alboni è considerata una delle più celebri cantanti liriche della storia, forse il più grande contralto di tutti i tempi. Voce straordinaria per timbro, sonorità ed estensione, vantò una tecnica di formazione altrettanto eccezionale. La sua voce copriva due ottave dal sol basso al do acuto, ed era definita scherzosamente da Gioachino Rossini: " l' ultimo dei castrati". Anna Maria Marzia Alboni , detta Marietta, nacque il 6 marzo 1826 , da genitori romagnoli, a Città di Castello (PG), dove suo padre , dipendente della Dogana Pontificia, era stato trasferito.A breve la famiglia Alboni rientrò in Romagna stabilendosi definitivamente, forse già dal 1831, a Cesena. E qui Marietta, bambina prodigio, meravigliò con il suo canto i concittadini. Dopo le prime nozioni musicali apprese da un fratello, studiò con Antonio Bagioli, Maestro di Cappella della Cattedrale di Cesena. Nel 1841, aiutata dalla generosità dei suoi concittadini, frequentò il Liceo Musicale di Bologna diretto dal Maestro Gioacchino Rossini, con cui ella aveva forse già avuto contatti sin dal 1839. Rossini si prodigò personalmente alla sua istruzione e Marietta può ben dirsi l' unica allieva del grande Compositore.
A Bologna, nel marzo 1842, in occasione della prima esecuzione italiana dello Stabat Mater di Rossini, l' Alboni fu una delle componenti il coro, ed a breve, preparata dallo stesso compositore, portò in tournèe lo Stabat Mater. Sempre nel 1842, terminò gli studi al Liceo Musicale e sostenne gli esami ottenendo il "primo premio di canto". Il 3 ottobre debuttò al Teatro Comunale di Bologna ed il 30 dicembre alla Scala di Milano. Allieva prodigio, della quale Rossini scrisse in una lettera indirizzata a Donizetti nel 1843, "la natura ha dotato questa ragazza di molti mezzi". Quindi l' Alboni si fece conoscere in vari Paesi europei, ovunque acclamata. Nel 1846 con il ricavato di una piccola tournee a Praga comprò tra l' altro un palazzo di 29 camere a Cesena; tale era già all' inizio della carriera l' entità dei suoi compensi. Nel 1846 si esibì anche in città italiane, tra cui Cesena dove tenne un concerto benefico nel nuovo Teatro Comunale. Dal 1847 Marietta Alboni si trasferì a Parigi, ed il 9 ottobre debuttò al Teatro dell' Opera con enorme successo. L' ultima presenza dell' Artista in un teatro italiano fu al Carignano di Torino nel 1851, dove diede un concerto benefico, (uno dei tanti da lei dati per la causa italiana). In quegli anni la sua fu una presenza costante nei grandi teatri europei , ma nel 1852-1853 fece una tournée nelle Americhe. Debuttò il 23 giugno 1852 a New York ed il giornale N.Y. Herald scrisse: "mai vi fu un concerto più riuscito". La tournée americana durò circa 12 mesi, per l' Alboni fu un trionfo e guadagnò circa 20.000 dollari.
Nell' ottobre 1852, negli Stati Uniti , venne varato un veliero battezzato in suo onore "Clipper Alboni" e sempre nel 1852 in Francia battezzarono "Madame Alboni" un ibrido di rosa. Walt Withman, poeta e scrittore dell' ottocento americano, la cita più volte nei suoi lavori. Ebbe a dire di lei tra l' altro: " forse suoni più dolci mai uscirono da labbra umane" e nella raccolta di poesie " Foglie d' erba" la chiama , " Orbe lucente, Venere contralto". Scritti di poeti e romanzieri americani dell' 800, ci ricordano la fama della cantante italiana e si aggiungono a quelli di autori europei.  Attualmente varie fonti indicano nell' Alboni la mirabile interprete della canzone "La Paloma". Questo motivo, composto dal musicista spagnolo Yradier, pare sia stato reso celebre dalla Alboni all’ Avana nell' isola di Cuba. "La Paloma" è ritenuta una delle canzoni popolari più belle e famose che mai siano state scritte. L' eccezionale estensione della voce consentì a Marietta Alboni di affrontare un vastissimo repertorio: Mozart, Bellini, Meyerbeer, Donizetti, Verdi, ma soprattutto ella fu una grande interprete rossiniana. L' opera che amò maggiormente fu "La Cenerentola " di Rossini.
Marietta ebbe la stima e l' amicizia di Rossini e per il Maestro nutrì sempre riconoscenza. Vivendo entrambi a Parigi, l' Alboni partecipò spesso ai "Samedis Musicaux" e cantò più volte accompagnata dal Maestro.
Nel 1863 abbandonò le scene per accudire il marito malato, conte Carlo Pepoli (1824-1867). Nel 1869 portò in tournée la "Petite Messe Solennelle" che Rossini affermava aver composto espressamente pensando a lei quale esecutrice. Nel 1877 si risposò con Carlo Ziéger capitano della Guardia Repubblicana. Questi, nel 1910, fornì ad Arthur Pougin documenti e notizie orali per la biografia "Marietta Alboni" che fu edita in Francia nel 1912.  Marietta Alboni morì il 23 giugno 1894 nella sua villa "La Cenerentola", ed è sepolta nel Cimitero di Pére Lachaise a Parigi.
L'Alboni di cui anche in vita era nota la generosità , non solo per parenti ed amici, ha lasciato in particolare una enorme fortuna ai bisognosi di Parigi.
La Città la ricordò subito intitolandole una strada vicino alla Tour Eiffel.

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